L’infermiere è un professionista sanitario che assiste i pazienti in ogni fase del percorso di cura. Somministra
terapie, monitora parametri vitali e collabora con medici e altri operatori. In Italia la professione richiede la
Laurea Triennale in Infermieristica e l’iscrizione all’OPI.
Su Jooble puoi cercare offerte aggiornate per infermieri in tutta Italia. Le posizioni spaziano da ospedali pubblici
a cliniche private, da RSA a servizi di assistenza domiciliare.
Mansioni tipiche di un infermiere in Italia
L’attività quotidiana di un infermiere segue protocolli precisi. Si parte dalla valutazione del paziente al momento
della presa in carico. Poi si pianifica l’assistenza insieme al team medico. Ogni turno prevede controlli,
somministrazioni e aggiornamenti della cartella clinica.
Le mansioni principali includono:
- Rilevare e registrare parametri vitali (pressione, temperatura, frequenza cardiaca)
- Somministrare farmaci per via orale, intramuscolare o endovenosa
- Preparare il paziente per esami diagnostici e interventi chirurgici
- Gestire medicazioni, drenaggi e dispositivi medici
- Collaborare con medici, fisioterapisti e operatori sociosanitari
- Assistere il paziente nelle attività di vita quotidiana
- Compilare e aggiornare la documentazione clinica
- Educare pazienti e familiari sulla gestione della terapia domiciliare
Oltre all’assistenza diretta, l’infermiere partecipa a riunioni di équipe e percorsi di formazione continua. In molte
strutture coordina anche le attività degli operatori sociosanitari (OSS). Chi lavora in contesti di emergenza esegue
manovre salvavita come la rianimazione cardiopolmonare.
Contesti più comuni
La professione infermieristica si esercita in ambienti diversi tra loro. Il tipo di struttura determina le mansioni
quotidiane, il ritmo di lavoro e il livello di autonomia.
L’ospedale è il contesto più diffuso. L’infermiere opera nei reparti di degenza e gestisce i
pazienti ricoverati su turni continui. La complessità clinica varia in base al reparto di assegnazione.
Le cliniche private offrono posizioni in ambito chirurgico ambulatoriale, diagnostico e
riabilitativo. I turni sono spesso diurni. Il rapporto infermiere-paziente tende a essere più favorevole rispetto
all’ospedale pubblico.
Le RSA e strutture di assistenza a lungo termine impiegano infermieri per la cura di pazienti
anziani o con patologie croniche. Qui prevale l’assistenza continuativa e la gestione farmacologica di lungo
periodo.
L’assistenza domiciliare richiede autonomia e capacità di adattamento. L’infermiere visita i
pazienti a casa, esegue medicazioni e monitora le condizioni cliniche. Questo contesto è in crescita grazie alle
politiche di deospedalizzazione.
Ruoli infermieristici e specializzazioni più richiesti
Il mercato del lavoro italiano cerca infermieri con competenze specifiche. La domanda è alta per chi ha completato un
master di primo livello in un’area clinica. I datori di lavoro valutano la specializzazione come elemento distintivo
nella selezione.
Le specializzazioni più richieste nel 2025 sono:
- Area critica ed emergenza (Pronto Soccorso, rianimazione)
- Terapia intensiva e area anestesiologica
- Infermieristica di sala operatoria
- Case management e infermieristica di famiglia e comunità
- Cure palliative e terapia del dolore
- Salute mentale e psichiatria
- Wound care e stomaterapia
- Infermieristica pediatrica e neonatale
Dal 2027 saranno attivi tre nuovi percorsi di laurea magistrale biennale. Copriranno infermieristica di famiglia e
comunità, area critica, e area pediatrica e neonatale. Questi titoli amplieranno le opportunità per chi cerca una
carriera specialistica. Il compenso annuo lordo per un infermiere specializzato oscilla tra 33.000 e 48.000 EUR,
secondo i dati dei portali di annunci di lavoro.
Reparti e aree di focus
Il Pronto Soccorso richiede velocità decisionale e competenze nel triage. L’infermiere classifica i
pazienti per urgenza e gestisce i casi acuti. La certificazione BLSD è un requisito standard per questo reparto.
In Terapia Intensiva il rapporto standard è di tre infermieri per otto posti letto. L’infermiere
monitora parametri continui, gestisce ventilatori e pompe infusionali. La retribuzione netta mensile in questo
reparto può raggiungere i 2.500 EUR con le indennità.
In Sala Operatoria l’infermiere opera come strumentista o infermiere di anestesia. Prepara lo
strumentario, assiste il chirurgo e monitora il paziente durante l’intervento. È un ruolo ad alta responsabilità e
bassa tolleranza all’errore.
La geriatria è in espansione a causa dell’invecchiamento della popolazione italiana. L’infermiere
gestisce polipatologie, prevenzione delle cadute e piani terapeutici complessi. Le RSA e le strutture di
lungodegenza cercano costantemente profili con esperienza geriatrica.
La pediatria richiede competenze relazionali specifiche con bambini e genitori. L’infermiere
pediatrico somministra farmaci con dosaggi adeguati all’età e monitora lo sviluppo del neonato. Per questo ruolo
serve l’iscrizione al registro degli Infermieri Pediatrici presso l’OPI.
Competenze e abilità cliniche richieste dai datori di lavoro
I datori di lavoro italiani cercano infermieri con un mix di competenze tecniche e relazionali. La capacità di
lavorare in équipe è considerata essenziale in ogni contesto assistenziale. La padronanza delle procedure cliniche
di base è un requisito minimo.
Le competenze tecniche più richieste sono:
- Gestione delle emergenze e manovre di rianimazione (BLSD/ALS)
- Somministrazione di terapie farmacologiche complesse
- Lettura e interpretazione di referti ed esami diagnostici
- Utilizzo di monitor multiparametrici, pompe infusionali e ventilatori
- Gestione di accessi venosi centrali e periferici
- Competenze in wound care e medicazioni avanzate
- Conoscenza dei protocolli di prevenzione delle infezioni (ICA)
Le aziende sanitarie valutano anche le competenze trasversali. Comunicare con pazienti e familiari in modo chiaro è
fondamentale. L’attitudine al lavoro sotto pressione distingue i candidati nei reparti ad alta intensità. La
conoscenza dell’inglese rappresenta un vantaggio nelle strutture internazionali e nei centri di ricerca.
Certificazioni, abilitazione e requisiti in Italia
Per esercitare la professione infermieristica in Italia servono tre requisiti. Bisogna possedere la Laurea Triennale
in Infermieristica (classe L/SNT1). Occorre superare l’esame di abilitazione, che si svolge al termine del percorso
universitario. Infine è obbligatoria l’iscrizione all’OPI della propria provincia.
Non esiste un limite di età per iscriversi. L’abilitazione è valida a tempo indeterminato. L’obbligo di aggiornamento
professionale è garantito dal sistema ECM.
Iscrizione all’OPI (Ordine delle Professioni Infermieristiche)
L’OPI è l’ordine professionale di riferimento per gli infermieri in Italia. Ogni provincia o raggruppamento
interprovinciale ha il proprio OPI. La FNOPI coordina tutti gli OPI a livello nazionale e stabilisce il codice
deontologico.
Per iscriversi all’OPI servono:
- Laurea Triennale in Infermieristica o titolo equipollente
- Abilitazione all’esercizio della professione
- Pieno godimento dei diritti civili
- Residenza, domicilio o domicilio professionale nella provincia dell’OPI
L’iscrizione si presenta di persona con un documento d’identità valido. È possibile delegare un’altra persona con
procura e copia certificata del documento. Senza iscrizione all’OPI non è possibile esercitare la professione in
modo legale.
Riconoscimento per candidati internazionali
I candidati con titolo infermieristico ottenuto all’estero devono richiedere il riconoscimento al Ministero della
Salute. La procedura cambia in base alla provenienza del titolo.
Gli infermieri con titolo UE beneficiano della Direttiva 2005/36/CE sul riconoscimento reciproco delle qualifiche. La
procedura è più rapida e non prevede esami aggiuntivi nella maggior parte dei casi.
Gli infermieri con titolo extra-UE devono presentare domanda in bollo al Ministero della Salute. Il Ministero
verifica la conformità del percorso formativo. Se necessario, il candidato sostiene un esame in due parti: prova
scritta e colloquio orale. È obbligatorio dimostrare la conoscenza della lingua italiana. Dopo il riconoscimento,
l’iscrizione all’OPI territoriale è il passaggio successivo.
Dove si concentra la maggior parte dei lavori per infermieri
La domanda di infermieri copre tutto il territorio italiano, con differenze regionali marcate. Le regioni del Nord
generano il volume maggiore di offerte. Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto guidano la classifica per numero di
posizioni aperte.
I principali settori che assumono infermieri sono:
- Ospedali pubblici (SSN): rappresentano il datore di lavoro principale. L’accesso avviene
tramite concorso pubblico.
- Cliniche e ospedali privati accreditati: offrono contratti diretti, spesso con tempi di
assunzione più rapidi.
- RSA e strutture sociosanitarie: cercano costantemente infermieri per l’assistenza agli anziani.
- Servizi di assistenza domiciliare: in espansione grazie alle politiche di deospedalizzazione e
al PNRR.
- Cooperative e agenzie per il lavoro: propongono posizioni in somministrazione o a gettone.
Anche il Centro e il Sud Italia offrono opportunità. Roma, Napoli e Bari hanno una domanda costante legata alla rete
ospedaliera pubblica. La Provincia autonoma di Bolzano si distingue per le retribuzioni più elevate: lo stipendio
lordo annuo medio raggiunge i 53.618 EUR secondo dati ARAN. Molte strutture del Nord offrono posizioni con alloggio
per attrarre candidati da altre regioni.
Su Jooble puoi filtrare le offerte per città, tipo di contratto e specializzazione. Le ricerche più frequenti
includono “infermiere ospedale”, “infermiere RSA” e “infermiere con alloggio”.
Quanto guadagnano gli infermieri in Italia
Lo stipendio di un infermiere in Italia dipende dal settore, dall’anzianità e dalla regione. I dati seguenti
provengono da fonti istituzionali e portali di annunci di lavoro, consultati a febbraio 2026.
La retribuzione media lorda è di circa 30.000-32.000 EUR all’anno. In termini netti, un infermiere percepisce in
media circa 1.500 EUR al mese secondo i dati CENSIS. L’Italia si colloca sotto la media europea: 32.600 EUR lordi
annui contro 39.800 EUR nell’area OECD (Health at a Glance Europe 2024).
Panoramica per livello ed esperienza:
- Neolaureato (Categoria D): circa 1.250-1.350 EUR netti/mese
- Infermiere con esperienza (Categoria D6): circa 1.450-1.600 EUR netti/mese
- Coordinatore (Categoria DS): circa 1.700-1.900 EUR netti/mese
- Infermiere con 30 anni di anzianità: circa 1.939 EUR netti/mese
- Infermiere in Pronto Soccorso: circa 1.900 EUR netti/mese (con indennità PS di circa 520 EUR
lordi/mese)
- Infermiere in Terapia Intensiva: 1.800-2.500 EUR netti/mese
- Settore privato (sale operatorie, PS): fino a 2.500 EUR netti/mese
Il rinnovo del CCNL Sanità 2022-2024 ha introdotto aumenti medi di circa 172 EUR lordi mensili. Da gennaio 2025 è
attiva l’indennità di specificità infermieristica di 85,07 EUR al mese. Gli arretrati distribuiti tra fine 2024 e
inizio 2025 oscillano tra 982 e 1.630 EUR per dipendente.
La zona geografica incide in modo rilevante. Bolzano registra la retribuzione lorda annua più alta: 53.618 EUR. Le
regioni del Nord offrono in media retribuzioni superiori rispetto al Centro e al Sud.
Turni di lavoro e tipologie di impiego
L’orario standard per un infermiere dipendente è di 36 ore settimanali, come previsto dal CCNL Sanità. La
distribuzione avviene su turni per garantire la copertura continua dei reparti. Il D.Lgs. 66/2003 fissa il turno
massimo a 12,5 ore e il riposo minimo tra un turno e l’altro a 11 ore.
I modelli di turnazione più diffusi sono:
- Tre turni da 8 ore: mattina (6:00-14:00), pomeriggio (14:00-22:00), notte (22:00-6:00)
- Due turni da 12 ore: diurno e notturno, con giorni di riposo compensativo
- Turno unico diurno: tipico delle cliniche private ambulatoriali e dei servizi territoriali
Ogni infermiere ha diritto a un riposo settimanale di almeno 24 ore consecutive. In alternativa, la normativa
consente 48 ore di riposo ogni 14 giorni. L’orario settimanale può oscillare tra 28 e 44 ore, purché la media
annuale rispetti il tetto contrattuale.
Le tipologie di contratto più comuni sono:
- Tempo indeterminato (SSN): si accede tramite concorso pubblico. È la forma più stabile.
- Tempo determinato: usato per sostituzioni, picchi stagionali o progetti specifici.
- Somministrazione (agenzie per il lavoro): diffusa per i primi inserimenti o posizioni urgenti.
- Libera professione / Partita IVA: scelta da infermieri che lavorano a gettone in più strutture.
- Cooperativa: contratto usato soprattutto in RSA e assistenza domiciliare.
Il lavoro notturno e nei festivi prevede maggiorazioni retributive secondo il CCNL. Le notti e i weekend sono parte
integrante della turnazione ospedaliera. Il part-time è possibile, ma la maggior parte delle offerte richiede
disponibilità full-time.
FAQ
Quanti crediti ECM deve ottenere un infermiere?
Il sistema ECM (Educazione Continua in Medicina) richiede 150 crediti per triennio. Il triennio in corso è 2023-2025.
La soglia minima per evitare sanzioni è il 70% dei crediti, pari a 105. Chi non raggiunge questa soglia rischia
sanzioni disciplinari dall’OPI: avvertimento, censura o sospensione dall’albo da 1 a 6 mesi. Dal triennio 2023-2025
la mancanza di crediti può comportare la perdita della copertura assicurativa professionale.
Come si supera l’esame per l’iscrizione all’OPI?
L’esame di abilitazione professionale si svolge al termine della Laurea Triennale in Infermieristica. Non è un esame
separato gestito dall’OPI, ma un passaggio del percorso universitario. Dopo aver superato l’esame di laurea, che
include una prova pratica e la discussione della tesi, il laureato ottiene l’abilitazione. A quel punto può
iscriversi all’OPI della propria provincia con la documentazione richiesta.
Le strutture ospedaliere offrono alloggio agli infermieri?
Alcune strutture, soprattutto nel Nord Italia, offrono posizioni con alloggio incluso. Questa formula è frequente
nelle RSA di montagna, nelle cliniche in località turistiche e nella Provincia autonoma di Bolzano. L’alloggio è un
incentivo per attrarre candidati da altre regioni o dall’estero. Su Jooble puoi filtrare le offerte cercando
“infermiere con alloggio”.
I turni notturni e nei weekend influiscono sullo stipendio?
Sì. Il CCNL Sanità prevede maggiorazioni per il lavoro notturno, festivo e in reperibilità. Le indennità variano in
base al tipo di turno e al contratto applicato. In Pronto Soccorso, l’indennità specifica raggiunge circa 520 EUR
lordi mensili con il contratto 2022-2024. In Terapia Intensiva, la combinazione di turni notturni e indennità di
reparto porta la retribuzione netta fino a 2.500 EUR al mese.